Origini e Cenni Storici
ORIGINI
Quello del Delta del Po è, da un punto di vista geologico, un territorio molto giovane, formatosi col deposito dei detriti che il Po, in migliaia d'anni, ha trasportato sino alla foce.
Si è abituati a considerare queste zone prive di storia, attraverso il Delta antico, invece, si svolgevano intensi commerci con l'intera Europa. Oggi le ricerche archeologiche portano alla luce presenze insospettabili che offrono un'immagine piuù corretta e vera di questa "terra che emerge dalle acque".
Tutta l'area che si estende ad est di Adria è il prodotto di una serie di situazioni legate sia a processi evolutivi naturali, sia ad interventi da parte dell'uomo. Negli ultimi 4000 anni, il Po ha cambiato più volte il suo corso, soprattutto nella parte finale, ed ha fatto avanzare progressivamente ad est lo sbocco in mare, variando continuamente la conformazione del Delta.
Quella attuale è il risultato di un'impresa voluta dalle istituzioni veneziane, che, alla fine del Cinquecento decisero di deviare verso sud-est il tratto terminale del Po delle Fornaci, perchè le torbide del fiume mettevano in pericolo la laguna di Venezia.
Ma quella scelta era legata, in realtà a motivi economici e commerciali, nei confronti del Ducato Estense, prima e dello Stato Pontificio poi.
I lavori, dopo una lunga trattativa, iniziarono nel 1600 e terminarono il 16 settembre del 1604.
In breve, nuovi terreni, costituiti per lo più da acquitrini e paludi, presero il posto del mare.
CENNI STORICI
Il panorama storico di Porto Tolle parte proprio dal Taglio di Porto Viro. Quando i Garzoni, i Tiepolo, i Venier, i Farsetti, i Correggio, i Pisani, i Dolfin, i Soranzo e le altre famiglie venete che avevano acquistato i terreni che via via emergevano dal mare, e dalle quali presero il nome le varie località del Delta, costruirono case padronali per la gestione delle proprietà, che venivano colitivate soprattutto a risaia. Nell'Ottocento, ai nobili veneziani si affiancarono e a volte si sostituirono altri proprietari, fra i quali i Camerini e le famiglie ebree Sullam e Ravenna. Nel 1797 cade la Repubblica di San Marco e il Delta, con il trattato di Campoformio, rientra nel territorio della Repubblica Cisalpina.
Risale agli ultimi anni del Settecento anche la nascita del comune di Porto Tolle (allora San Nicolò di Ariano); in precedenza era compreso nella podesteria di Loreo.
Dal 1805 entra a far parte del Regno d'Italia, fino al 1815 allorché, con il congresso di Vienna, viene costituito il Lombardo-Veneto sotto il dominio austriaco. L'applicazione del vapore alle idrovore consentì, con le bonifiche, la trasformazione di vaste zone umide in terreni agricoli, con la conseguente necessità di manodopera per l'agricoltura che richiamò braccianti e famiglie da altre zone sviluppando numerosi centri abitati. Porto Tolle rimase soggetta all'Austria fino all'ottobre 1866, quando il Veneto entrò a far parte del Regno d'Italia.
Il 23 aprile 1867 il Consiglio comunale di San Nicolò deliberò la nuova denominazione del comune, individuandola in Porto Tolle, nome che "conservando l'idea della posizione topografica avesse ad essere facilmente accettato e riconosciuto dal pubblico". Agli inizi del Novecento il Delta avanzava ancora, sia pure più lentamente, ma, nonostante le opere di bonifica continuerà ad essere un'area paludosa ed inospitale che non conoscerà sviluppo fino al secondo dopoguerra, il resto è storia dei nostri giorni.
CICERUACCHIO
Durante la dominazione austriaca, a Porto Tolle, nella golena del Po, venne fucilato l'eroe garibaldino Angelo Brunetti, detto Ciceruacchio, nato a Roma nel 1800. Intorno ai trenta cinque anni fu un affiliato alla carboneria, diventando uno dei capi del popolo e partecipando in prima persona agli eventi che avrebbero portato all'unità d'Italia. Aveva combattuto con Mazzini e Garibaldi ed era al seguito di quest'ultimo quando, nel luglio del 1849, diventata ormai impossibile la difesa di Roma, l'eroe dei due mondi lasciò la città eterna per dirigersi verso Venezia, dove si combatteva ancora. In prossimità delle foci del Po i patrioti furono intercettati da un brigantino austriaco, catturati e portati in carcere a Pola.Ciceruacchio era tra quelli che riuscirono a fuggire approdando nella zona del Delta. Garibaldi, che aveva con sé Anita ammalata, suggerì di dividersi e di proseguire in piccoli gruppi: per rendere più difficili le ricerche della milizia austriaca, era necessario evitare, per quanto possibile, i centri abitati; ma il Delta del Po, con i suoi numerosi corsi d'acqua e le poche strade, rendeva problematici gli spostamenti. Dopo aver vagato per alcuni giorni da Magnavacca al Volano, dal Volano al bosco della Mesola, passò il Po di Goro e, ai primi di agosto, Ciceruacchio attraversò il Po di Gnocca, e trovò rifugio in una piccola osteria di Ca' Farsetti.Fu però tradito dall'oste Fortunato Chiarelli e consegnato ai gendarmi.Senza alcun processo fu condannato, fucilato e sepolto insieme ai sette compagni di fuga; fra loro i due figli e un prete. Alcuni anni dopo, l'erosione delle acque del fiume riportò alla luce i loro resti, che furono raccolti e portati nel cimitero di Ca' Venier; trovarono degna sepoltura solo alla fine del 1879 quando, per desiderio del generale Garibaldi, della Società Veterani e del municipio di Roma, furono trasferiti nell'ossario sul Gianicolo a Roma.