Home Ecco il Delta del Po Le Frazioni

Frazioni

Porto Tolle: Collocato sulle sponde dell’adriatico è uno dei comini più estesi d’Italia, il terzo del Veneto.Il territorio, che ha una superficie di 236 Km quadrati, è interamente compreso nell’area del Delta del Po, ed è delimitato a nord dal Po di Maistra, a sud dal Po di Gnocca, e, biforcandosi nei rami di Pila e di Tolle, forma tre grandi isole: Isola di Ca’ Venier, Isola di della Donzella, Isola di Polesine Camerini.Con oltre diecimila abitanti è uno dei comuni più importanti della provincia di Rovigo.

Ca’ Tiepolo: Prende il nome dalla nobile famiglia dei Tiepolo, che qui, nei primi decenni del settecento, costruì la propria casa padronale, visibile ancora oggi (villa Barbiero), anche se priva degli elementi architettonici originali. A ridosso dell'argine del Po di Gnocca si trova Ca' Farsetti, un bel palazzo del tardo seicento ed il Molo Farsetti uno sbarramento costruito per favorire il deflusso dell'acqua lungo il ramo di Gnocca o della Donzella. All'inizio del secolo XX a Ca' Tiepolo sono documentati soltanto l'ex caserma austriaca, che diventerà il Municipio, la casa padronale e pochissime modeste abitazioni. Solo negli anni venti, con l'apertura dello zuccherificio, il primo costruito nel Delta, si assiste ad una consistente crescita della popolazione. A contribuire ulteriormente all'incremento demografico ed allo sviluppo del paese nel periodo che precede la seconda guerra mondiale, fu lo sfruttamento del metano che richiamò operai e famiglie da altre zone. Per contro questa attività provocò notevoli problemi a tutta la zona del Delta, infatti l'estrazione di acqua e gas dal sottosuolo provocò, già agli inizi degli anni '50, vistosi fenomeni di subsidenza, con abbassamenti di oltre 30 cm l'anno. Un duro colpo all'espansione del paese fu dato dall'alluvione del 4 novembre 1966, che ebbe effetti disastrosi e sommerse per molti mesi quasi completamente l'isola della Donzella, accentuando quell'esodo iniziato dieci anni prima, in modo particolare verso il Piemonte e la Lombardia. In molti però credevano nella possibilità di crescita del paese che, in breve, venne ricostruito secondo un nuovo e moderno piano urbanistico, che ne mutò radicalmente l'aspetto. Anche la centrale termoelettrica dell'ENEL, costruita negli anni Settanta, pur con le polemiche legate soprattutto all'impatto ambientale, portò innegabili miglioramenti nella vita sociale ed economica, offrendo ai giovani nuove prospettive di lavoro e richiamando dall'esterno maestranze e tecnici che hanno rivitalizzato tutto il comune, ma in special modo Ca' Tiepolo, stimolando iniziative economiche e scambi culturali.

Scardovari: Quasi alla foce del Po delle Tolle si trova Scardovari, uno dei centri più importanti del Delta, che cominciò ad essere abitata verso la fine del Settecento, allorché vi si insediarono alcune famiglie di pescatori.Lo sviluppo del paese si ebbe negli anni Trenta, quando, per la gestione delle attività di pesca e del mercato del pesce, fu fondata una cooperativa che diede impulso a tutta la vita economica e sociale del centro.

Donzella: Situata sulla sponda sinistra del Po di Gnocca, è stata una delle prime frazioni a svilupparsi. Il primo proprietario della zona fu il nobile Francesco Antonio Farsetti, e comandava la palude che dal molo andava mare: tale zona, conosciuta col nome di Ca’Farsetti, era allora un unico canneto abitata solo da poche famiglie di pescatori. Oltre alla casa padronale in località Alba, i Farsetti fecero costruire, nel 1696, la chiesa di Donzella, distrutta in epoca recente in seguito ai lavori di sistemazione del corso del Po.

Polesine Camerini: In passato un ramo del Po passava per l'attuale centro abitato di Polesine Camerini e sboccava a mare, dividendo in due l'isola e lasciando sulla sinistra le case di Ocaro. Col tempo, il Po di Canarin deviò il suo corso formando l'attuale Po di Pila. Non si conosce l'anno di questo cambiamento, che è comunque avvenuto molto prima del 1858, anno in cui il duca Luigi Camerini acquistò l'isola, che in quel tempo era in gran parte paludosa e incolta. Il nuovo proprietario avviò interventi di bonifica e costruì la casa padronale con gli edifici che formano la corte. Man mano che il terreno veniva messo a coltivazione (soprattutto risaia), aumentava la necessità di manodopera: gli amministratori del duca Camerini cominciarono ad assumere lavoratori, spesso "foresti", e il centro abitato andò via via ingrandendosi, con abitazioni di canna palustre. Solo all'inizio del Novecento il duca cominciò a vendere qualche piccolo appezzamento di terra e sorsero le prime case in mattoni di proprietà privata. Dopo l'ultima guerra, furono molte le nuove case costruite e un nuovo impulso allo sviluppo venne dato nel 1952 dall'Ente Riforma per la colonizzazione del Delta Padano, che cominciò l'espropriazione della tenuta per l'assegnazione della terra ai contadini, avvenuta nell'anno successivo. Infine, negli anni Settanta, l'E.N.E.L. avviò la costruzione della grande centrale termoelettrica (entrata in funzione nel 1982) che, pur con innegabili effetti negativi per l'ambiente, fu certamente fonte di benessere economico e di crescita sociale, non solo per Polesine Camerini, ma per tutto il Delta.

Boccasette: Il nome, con molta probabilità, deriva dal fatto di sorgere in prossimità della settima bocca del Po, ossia alla foce del Po di Maistra. Di notevole interesse la Corte Restelli, un complesso di edifici della seconda metà dell'Ottocento comprendente la casa padronale, un grandioso rustico e una grande aia pavimentata in cotto. Ottocentesca anche la Chiesa Parrocchiale. ' Interessata negli anni '50 da quel progetto, la riforma agraria, che servì, a frenare l'esodo verso il Piemonte e la Lombardia, ma le prospettive di sviluppo di Boccasette oggi sono riposte principalmente nel turismo, sia balneare che legato all'ambiente. In due occasioni, nel 1997 e nel 2001, alla spiaggia di Boccasette è stata assegnata la bandiera blu della CEE, oltre al riconoscimento delle "cinque vele" da parte di Legambiente come spiaggia naturale. Pesca e agricoltura le altre due principali componenti dell'economia locale.

Tolle: Già nel 1700, alcuni pescatori si stabilirono in questa località costruendo un piccolo porticciolo in legno per l’attracco delle barche. Sembra che il nome attuale del Comune derivi proprio da questo porto, chiamato allora “porto del tole”. Il paese ebbe uno sviluppo notevole nel 1953, quando, dopo la bonifica realizzata dal conte Torchio, con la riforma agraria, furono assegnati molti poderi ai braccianti della zona.

Ca’Venier: Il nome deriva dalla famiglia di Nicola Venier, primo proprietario della zona, che verso la fine del Seicento, fece costruire la chiesa (dedicata a S. Nicolò Vescovo), il cimitero e la “corte” con una grande casa padronale e le scuderie. Nel 1799 le terre passarono dai Venier ai Contarini e da questi, nel 1836 ai Costa. Nel 1839, l’alluvione distrusse la chiesa che fu ricostruita nel 1852. Fino a pochi anni fa, a Ca’Venier, era in funzione quello che può essere considerato un simbolo di tutto il Delta: il traghetto che collegava la frazione con Ca’Tiepolo, sostituito oggi con il ponte dell’Unione.

Santa Giulia: Situata alla foce del Po di Gnocca, è vicina alle località di Cassella e Ivica con le quali ha condiviso la storia, servizi e tradizioni. Le più antiche notizie documentate sono dei primi dell’Ottocento, quando la famiglia Sullam di Venezia, avviò la bonifica dei territori. All’inizio del Novecento, c’erano soltanto poche case di pescatori e la località veniva chiamata “Polesine dei Sospiri”. Nel 1934 il nuovo proprietario, Signor Locatelli, in onore della sorella Giulia, ne cambiò il nome in Santa Giulia.

Ca’Mello: Sembra che il nome sia legato a un ramo del Po, scomparso da circa un secolo, riportato in carte settecentesche come “Cammello”, il cui corso, snodandosi sinuosamente, formava due ampie curve che venivano assimilate alle gobbe di un cammello. Come per le altre zone del Delta, intelligenti interventi di bonifica hanno trasformato canneti ed acquitrini in fertili risaie. Nel 1953, con la riforma agraria, furono assegnati a molti contadini piccoli poderi, che sono stati successivamente ingranditi con le ultime bonifiche delle valli da pesca.

Ca’Zuliani: Prende il nome dalla nobile famiglia Zulian, prima proprietaria dell’area, che ha lasciato traccia di se nell’abitazione padronale, una “corte” costruita alla fine del Settecento. Lo spopolamento legato alla meccanizzazione agricola, ha determinato una forte diminuzione della richiesta di manodopera e l’ha resa oggi la frazione più piccola del comune.

Pila: La zona di Pila rappresente il territorio di più recente formazione; il centro abitato si trova alla foce del ramo principale del Po e si è sviluppato nel periodo tra le due guerre, attorno ad un'economia legata all'agricoltura. Il nome infatti deriva dalle "pile" impiegate per la brillatura del riso che si produceva in tutta l'area. La "storia" del Delta, si racconta attraverso luoghi come l'isola della Batteria, il faro di Punta Maestra e Scano Boa, dove ancora si possono trovare i tipici "casoni" di canna palustre e dove, fino agli anni Cinquanta, si praticava la pesca allo storione.