Ambiente
| SCANNI |
| I detriti portati dal fiume si depositano alla foce formando gli "scanni", sottili lingue di sabbia sulle quali si insedia una caratteristica vegetazione pioniera, che le consolida e lentamente le rende la prima difesa del Delta nei confronti del mare. Il vento modella quotidianamente il profilo delle dune costiere, rendendole barriere insormontabili per le acque del mare. Così si spiegano gli insediamenti abitativi di Scano Boa; testimoni di quel "vivere" i tre casoni di canna rimasti. Gli scanni meritano una particolare tutela perchè costituiscono gli ultimi tratti costieri selvaggi, dove nidificano: gabbiani, sterne e la rara beccaccia di mare. Rappresentano più di ogni altro ambiente la mutevolezza del Delta: qui infatti, una mareggiata o una piena del fiume ridisegnano di volta in volta nuove linee di costa, rendendo impossibile una corretta rappresentazione cartografica. |
| LAGUNE |
| Bacini a ridosso del mare dal quale sono separati dagli scanni, solitamente poco profondi, dove le acque del fiume si mescolano a quelle marine trasformandosi in salmastre. L'ambiente lagunare è determinato dall'azione dinamica combinata del mare, del fiume, degli agenti atmosferici e delle modificazioni ambientali dovute all'intervento dell'uomo. Così la morfologia delle lagune muta in continuazione e, per mantenere la grande ricchezza economica di questi delicati ambienti, sono necessari continui interventi come i PIM (Piani Integrati Mediterranei) finanziati dall'Unione Europea. Nel Delta, vi sono numerose lagune, con superfici variabili dalle poche centinaia di ettari, come il Burcio e il Basson, fino agli oltre 2.000 della Sacca degli Scardovari. |
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VALLI |
| Si potrebbero semplicemente definire "lagune arginate", infatti, anche le valli da pesca sono bacini salmastri poco profondi, ma anziché affacciarsi al mare, si trovano a ridosso delle lagune dalle quali, attraverso chiuse e sifoni, si approvvigionano di acqua. La grande differenza rispetto alle lagune è data dalla gestione idrica e ambientale da parte dell'uomo; qui le barene affiorano o scompaiono a seconda di ciò che fa il "capovalle" aumentando o diminuendo il livello dell'acqua. L'economia delle valli si basa sulla pesca e sulla caccia, con qualche recente apertura al turismo naturalistico, sfruttando la notevole valenza ambientale di queste aree. "Osei boni e oseassi" popolano le valli in tutte le stagioni; germani reali, fischioni e folaghe, prede ambite dai cacciatori, avocette, volpoche e fenicotteri ricercati invece dai birdwatchers. |
| CAMPAGNA |
| Nel corso di questo secolo l'assetto territoriale del Polesine e del Delta è stato notevolmente modificato. Una serie di interventi condotti soprattutto tra la fine dell'800 e i giorni nostri hanno portato alla trasformazione di tutti gli ambienti naturali. A fame le spese maggiormente è l'ambiente agrario.I seminativi si sono estesi a discapito degli incolti e la diffusione delle nuove tecniche colturali ha portato alla rapida eliminazione di macchie, piante arboree e siepi. Uno spiraglio tendente al miglioramento del paesaggio agrario è arrivato dalle normative europee, attraverso incentivi per quegli agricoltori che "sacrificano" parte dei loro terreni per rinaturalizzarli. Ecco riapparire lentamente mari di siepi e aree alberate, ricreando quegli habitat propri delle campagne. |
| FIUMI E GOLENE |
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Il Po raccoglie le acque dell'intera Pianura Padana e, attraversando la, le porta al mare. Con un corso lungo più di 660 km, è il maggior fiume italiano; il suo bacino idrografico supera i 70.000 kmq con una portata media di circa 1.500 metri cubi al secondo.Sette sono i rami in cui si divide: Po di Venezia, Po di Goro, Po di Gnocca, Po di Maistra, Po di Tolle, Po di Tramontana e Po di Scirocco.Testimoniano invece i tanti cambiamenti che il fiume ha avuto nel corso dei secoli i vecchi rami del Po di Levante e del Po di Volano, oltre ai paleoalvei che, con l'osservazione dei rilevati stradali o grazie a foto aeree, si possono talvolta individuare in mezzo alle campagne. Tutti i rami del Po sono sottoposti a continui lavori di regimazione idraulica da parte del Magistrato del Po, l'ente che governa il fiume; di conseguenza, sempre più difficilmente si possono ammirare le golene nella loro naturale bellezza.Le gole ne sono aree soggette a periodici allagamenti e fungono da cassa di espansione quando il fiume è in piena ma, soprattutto, hanno un'elevata capacità di assorbire le sostanze organiche contribuendo a ridurre l'inquinamento. Nelle golene si trovano varie particolarità vegetazionali, come le ninfee, il giunco fiorito e la castagna d'acqua.Da un punto di vista faunistico, nella quiete che le caratterizza, trovano riparo gallinelle, aironi cenerini, garzette, e pendolini. |