I Colori del Delta

Delta del po, tra passato e presente

DELTA DEL PO TRA PASSATO E PRESENTE

 

Il Comune di Porto Tolle occupa la maggior parte del territorio del Delta del Po idrografico, cioè quel territorio compreso tra i rami attivi del Po che sfociano nel mare Adriatico che costituisce una delle zone umide più estese d’Europa.

Il Delta del Po è, perciò, un territorio di terra e di acqua che si è formato, e si evolve ancora oggi, grazie all’apporto di sedimenti del fiume Po al mare: alla foce, dove si scontro le due acque, vi è la caduta dei limi, delle argille e delle sabbie che, depositandosi, emergono formando gli scanni e quindi una nuova linea di costa. Grazie ai venti e alla vegetazione pioniera, si formano e consolidano le dune che creano una barriera naturale. Alle loro spalle, le acque “imprigionate”, che sono in collegamento sia con il fiume che con il mare, costituiscono le lagune che, nel tempo, con l’apporto di altri sedimenti alluvionali sono destinate ad interrarsi. Nasce così nuovo territorio.

Questa dinamica costruttiva naturale, però, nel corso del tempo, fin dall’epoca greco-etrusca, è stata gestita dall’uomo che ha regimentato le lagune ora bonificandole e rendendole terra fertile, ora arginandole, impedendo il naturale interramento, e trasformandole in valli da pesca.

Il Delta attuale, e quindi anche il territorio del Comune di Porto Tolle, è nato da un iniziale atto umano. Infatti, nel 1604, la Serenissima, valutata la potente azione costruttrice del Po, che a quel tempo volgeva la sua foce a nord, al fine di impedire l’interramento della Laguna di Venezia, operò un taglio del fiume all’altezza dell’attuale paese di Taglio di Po, deviando le sue acque a sud-est. Di conseguenza il fiume Po iniziò a creare centinaia di ettari dando vita, in poco meno di duecento anni, al Delta attuale, terre che la Serenissima vendette ai nobili veneziani. La geografia del Comune di Porto Tolle, infatti, porta nei nomi dei paesi, delle isole, dei rami del Po, i nomi delle famiglie dei nobili veneziani (Ca’Tiepolo, Ca’Venier, Ca’Dolfin, ecc.).

Nel 1797 decade la Repubblica di San Marco e il Delta, con il trattato di Campoformio, rientra nel territorio della Repubblica Cisalpina. Risale, infatti, agli ultimi anni del Settecento anche la nascita del Comune di Porto Tolle (allora San Nicolò di Ariano) che dal 1805 entra a far parte del Regno d’Italia, fino al 1815 allorché, con il congresso di Vienna, viene compreso nel Regno Lombardo-Veneto sotto il dominio austriaco.

Con l’avvento del vapore, l’applicazione di questa tecnologia alle idrovore consentì la bonifica di vaste zone umide in terreni agricoli, con la conseguente necessità di manodopera per l’agricoltura che richiamò braccianti e famiglie da altre zone sviluppando numerosi centri abitati. Porto Tolle rimase soggetta all’Austria fino all’ottobre 1866, quando il Veneto entrò a far parte del Regno d’Italia. Il 23 aprile 1867 il Consiglio Comunale di San Nicolò deliberò la nuova denominazione del Comune, individuandola in Porto Tolle.

Gli anni successivi, fino al dopoguerra, sono stati un periodo di dura lotta dell’uomo per riuscire ad abitare questo difficile e delicato territorio: le bonifiche, le alluvioni, l’estrazione del metano, la conseguente subsidenza, la riforma agraria, l’emigrazione, sono solo i principali capitoli di questa breve ma intensa storia del Comune di Porto Tolle e dell’intero Delta del Po che porta oggi questo territorio ad essere “unico” e, perciò, una delle zone più importanti ed interessanti del panorama italiano ed europeo.