I Colori del Delta

Itinerario 4 – Bonifica di Ca’ Mello

BONIFICA DI CA’ MELLO

Itinerario 4 – Km 18:

Si parte dalla piazza di Ca’ Mello, paese nato negli anni ’50 con la riforma agraria, e si prende via Novembre ’57 (in ricordo di un’alluvione) che ricalca il corso del ramo del Po del Camello.
Quando la strada sale sull’argine abbiamo a destra la casa del guardiano e ponte Colpi e di fronte un ponte di legno che ci introduce nell’Oasi di Ca’ Mello. Percorriamo la sterrata a fianco dell’oasi ed arriviamo al centro visitatori e all’argine della sacca di Scardovari. Si prosegue verso destra e poco dopo si supera Marina 70, dove nel 1966 il mare ha rotto l’argine allagando l’isola della Donzella. Dopo Val Bonello, una valle rimasta a testimonianza di come era l’ambiente prima della bonifica, si gira a destra su un argine lungo un canale. Questo è quello che rimane del ramo del Po della Scovetta. Poco dopo si scende a destra su una sterrata e si passa sull’altra sponda del canale, costeggiandolo. Non sarà difficile vedere anatre, folaghe nell’acqua o fagiani e lepri, ma anche nutrie nella campagna. Arrivati alla strada d’asfalto si gira a sinistra e, dopo circa 500 m., a destra su un’altra sterrata. La successiva strada di asfalto che si incontra, dove si gira a destra, ricalca la linea di costa del ‘700. Sotto il piccolo ponte che si incontra poco dopo passava il canale Scovetta ora deviato dalle esigenze della bonifica, ma si può vedere ancora il vecchio alveo. Arrivati al centro sperimentale Pradon, struttura di Veneto Agricoltura dove si fanno studi ed innesti su piante da frutto, si può notare sulla sinistra un piccolo fosso non rettilineo: è quello che rimane del ramo del Po della Buora, che sfociava nella sacca tra i rami di Scovetta e Camello. Arrivati a via Don Minzoni, si gira a destra lungo un canale e tra le case si trova un’idrovora degli anni ’40, dove le macchine utensili dell’officina erano mosse da un’unica cinghia motrice. A fianco si trova la casa degli operai del consorzio di bonifica ed una costruzione squadrata che serviva come potabilizzatore dell’acqua del borgo negli anni ’50.

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